Barzellette

Petrolio, Berlusconi: «Trovare accordo per prezzo massimo»

«I Paesi consumatori si incontrino al più presto. Siamo tutti in balia della speculazione»

(Emblema)
(Emblema)

PARIGI - «I Paesi consumatori si incontrino al più presto, magari a Londra, per mettersi d’accordo su un prezzo massimo e ragionevole che non possa essere superato». È la proposta avanzata dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi durante il vertice Euromed, come da lui stesso riferito in conferenza stampa. E poi ha aggiunto: «Se i Paesi consumatori di petrolio non riusciranno a trovare una soluzione per calmierare il prezzo del petrolio, è necessario andare avanti spediti «con un concreto progetto di costruzioni di molte nuove centrali nucleari, senza attendere quelle di quarta generazione, perché la terza generazione è ottima» per sicurezza.

SPECULAZIONE - «Siamo tutti in balia della speculazione». La continua rincorsa verso l’alto del prezzo del greggio, ha aggiunto il premier, produce «una svalutazione quotidiana delle nostre aziende» che in questo modo diventano più facilmente preda degli interessi stranieri. «È un problema grave - ha concluso Berlusconi - dobbiamo trovare una soluzione concreta».

Corriere.it

La caduta dei giganti

Una notizia che doveva arrivare, prima o poi… Toyota ha deciso di inziare a produrre la sua auto ibrida, la Pryus, anche negli Stati Uniti, a partire dal 2010, per fare fronte alla crescente domanda che proviene dal primo mercato per questo tipo di auto. Questa nuova linea di produzione va a sostituire, udite udite, una linea inizialmente pensata per Sport Utility Vagon, che però stanno precipitando nelle vendite, assieme a VAN e Pick Up, a causa dell’aumento dei costi del carburante. Anche le vendite della Prius sono calate, ma per motivi opposti: mancavano pezzi per la produzione!!

Taglio di 77 milioni di euro per il potenziamento del trasporto via mare, 15 milioni per il trasporto ferroviario delle merci, 113 milioni per il trasporto pubblico locale, 30 milioni per l’ammodernamento della rete idrica nazionale, 162 milioni (in tre anni) per la ferrovia Roma - Pescara, 36 milioni per il trasporto urbano, 50 milioni per la diffusione della banda larga, 150 milioni per la riforestazione, 45 milioni per la demolizione degli ecomostri, 20 milioni (in tre anni) per le isole minori, 10 milioni per il recupero dei centri storici, 4 milioni per l’istituzione di aree marine protette, 12 milioni per il monitoraggio del rischio sismico, 3,5 milioni per interventi di difesa del suolo nei piccoli Comuni.

Questo è la conseguenza del taglio dell’ICI sulla prima casa. Le tasse, fino ad un livello ragionevole di prelievo e di inefficienza negli impieghi, sono un strumento indispensabile per le democrazie, perchè servono a finanziare servizi e beni pubblici che il mercato non produrrebbe. Quando un Paese dimentica ciò è sulla via del declino. E intanto il Governo si dimentica di inserire un qualsiasi provvedimento per rispettare il protocollo di Kyoto, che potrebbe costarci la bellezza di 2,5 miliardi di euro.

Oggi La Repubblica pubblica un’interessante reportage su una moda in continua esplosione, ovvero la realizzazione di orti cittadini e la coltivazione di ortaggi su balconi e terrazze, da New York a Roma, passando per San Francisco. Il New York Times è una vera e propria miniera di informazioni sul tema del cibo locale, biologico, a km zero o prodotto in casa che sia. Sabato scorso a Portogruaro, in occasione della seconda giornata di Vivere con Stile, dedicata al tema dell’Alimentazione, si è svolto un laboratorio per imparare a realizzare un orto familiare con il metodo biologico: è stato probabilmente il laboratorio di maggior successo. A San Francisco c’è addirittura una società specializzata nella realizzazione di orti familiari al posto… dei familiari (perdendo un po’ di vista i risparmi economici). Ma non chiamatela decrescita, perchè a qualcuno fa tristezza (anche se fa bene al corpo, alla mente e al portafoglio), soprattutto ora che i consumi delle famiglie sono in calo!!!

Su Il Sole 24 Ore di oggi un articolo molto interessante sul futuro di Milano.

«Milano sarà l’antitesi di Dubai. Ha presente cosa si è praticato fino a oggi negli Emirati Arabi? Architettura decontestualizzata, committenti scellerati che ti affidano un’area e ti chiedono di realizzare palazzi senza nessun rapporto con persone e territori, poco rispetto per la cultura dei luoghi. Ecco, Milano sarà l’opposto». Andrea Boschetti, quarantenne co-fondatore insieme ad Alberto Francini di Metrogramma, lo studio milanese scelto per disegnare il piano di governo del territorio (Pgt) lombardo, non ha dubbi: Milano sarà la città pubblica per eccellenza. Intervenuto alla prima giornata dell’Uia, il congresso mondiale che porta a Torino fino al 3 luglio il gotha dell’architettura mondiale, gli chiediamo di raccontarci la Milano che verrà. Che sarà «una città aperta, in costante ascolto con tutte le sue realtà».
Il piano di governo del territorio, il nuovo strumento urbanistico introdotto con legge regionale nel 2005, va a sostituire il piano regolatore generale della città che risale agli anni Cinquanta. In questo momento di ripensamento totale del territorio lombardo, un evento come l’Expo 2015 mette il piede sull’acceleratore: gli obiettivi del piano vanno realizzati entro sette anni. Boschetti spiega che se il capoluogo lombardo si è sempre sviluppato in maniera radiale - con un centro e una periferia estesa e anonima – è ora di invertire rotta: «Da città pensata e costruita sul rapporto centro-periferia, Milano deve diventare una città policentrica», dice.
«Quello che è fondamentale è costruire un patto sociale – spiega - I cittadini devono ricominciare a vivere la città, la gente deve tornare in strada». E continua : «A me piace ragionare per assurdo, indagando e sfatando i pregiudizi delle persone, i luoghi comuni. Qual è lo stereotipo classico di Milano? Che è una città grigia, anonima, senza un sapore. Deve diventare il suo opposto».
«Mi piace pensare – continua - che il verde non debba più chiudersi nei parchi ma che siano finalmente i parchi ad aprirsi alla città». Una grande attenzione sarà, infatti, rivolta alla riqualifica del Parco Sud che, spiega Boschetti, «deve diventare un polmone cittadino». Milano potrebbe essere una delle città più verdi d’Europa ma «adesso è impossibile anche solo parlare di piste ciclabili perché a pochi metri ci sono le tangenziali. Questo deve cambiare, la città sarà ripensata in base alla possibilità di girarla in bicicletta».
Boschetti non vuole parlare di politica: «Le istituzioni – racconta - fin dall’inizio si sono mostrate disponibili, sanno bene che l’Expo è un’occasione da non perdere. L’importante è che si crei un buon rapporto tra committenza pubblica e privata». E individua in una cattiva comunicazione il vero ostacolo: «I media sono interessati solo al conflitto e alle polemiche, non ai progetti reali, a pensare sulla città, devono aiutare gli architetti a comunicare il cambiamento». Metrogramma ha già avviato un percorso di ricerca nei vari quartieri cittadini, cercando di ridefinire i servizi e le regole sulle singole esigenze di quartiere e in armonia con le altre realtà in costruzione. L’attenzione è tutta sulle infrastrutture: «Una struttura reticolare si basa sulle infrastrutture che non definite prima del progetto ma vanno di pari passo con i vari step. Se pensiamo alla città come a un luogo policentrico è chiaro che bisogna analizzare le diversità dei luoghi e su quelle ripensare la città»

di Serena Danna

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