Continua a crescere l’attenzione del mondo IT per il consumo energetico, e i dati che ho trovato in questo articolo di Linea EDP spiegano bene perchè, oltre a suggerire alcune strategie di risposta.

“I data center consumano tra il 4 e il 5% dell’energia prodotta nelle principali economie occidentali Prendiamo in considerazione una grande azienda europea che per esempio opera lungo l’intera Europa e a livello globale. Nei suoi principali data center sparsi nella UE, generalmente ogni edificio ha un consumo complessivo di corrente per i suoi server pari a 7MW, (Mega Watt). E il calore incide per il 91% dell’energia consumata. Quindi, i server utilizzano solamente il 9% della corrente espressamente dedicata a loro i processi di calcolo, il resto è calore dissipato. E l’azienda presa in esame ha due data center di questa dimensione, a cui si aggiungono altri tre grandi circa un terzo di questi, tutti in un unico stato, consumando in totale circa 20 MW – quanto una piccola centrale elettrica. Nel caso specifico, sono anche operativi data center di maggiori dimensioni sparsi in Europa e in tre stati membri e alcuni più piccoli in una ventina di altre nazioni in giro per il mondo, comprese le nazioni Ue.”

“Per ogni Watt di corrente DC consumata dalla scheda madre del server, per ciascun router o dispositivo di storage, deve essere fornita una potenza compresa tra 1,8 e 2,3 watt di corrente AC. Il resto è disperso in circuiti di raffreddamento, perdite nella conversione da AC a DC e nel sistema di distribuzione della corrente a causa di trasformatori e cavi. Così, l’energia richiesta può arrivare a essere il doppio del livello di corrente DC specifica per il singolo server o disco di storage. Nel complesso, i 7MW di un datacenter possono aumentare tra il 70% e il 100% a causa di ventole, ecc. Inoltre, la crescita nel consumo di corrente è una tendenza generale nei data center conseguenza dell’aumento nella domanda di processi orientati a Internet per effetto della crescita dell’e-commerce e delle tecnologie Web, utilizzando portali che si appoggiano a diversi server Web. Per esempio, negli Stati Uniti Google utilizza nel suo data center mezzo milione di server.”

“La corrente elettrica incide attualmente per il 30% sui costi operativi opex di un data center. Nelle maggiori economie della UE, il data center costa in media 5,3 milioni di euro l’anno. Entro il 2010 in Europa, la crescita nei costi energetici potrebbe raddoppiare l’opex fino a 11 milioni, in gran parte a causa dei costi dell’elettricità. Analizzando i costi complessivi per la gestione delle risorse IT di un’azienda, risulta che circa il 60% possono essere in qualche modo collegati all’energia. Più precisamente, Vodafone ha di recente rilevato di sostenere una bolletta annuale per l’energia elettrica pari a 43 milioni di euro (28 milioni di sterline), il 78% dei quali riconducibili all’It in un paese Ue.”

“Quanto contano i datacenter nel computo complessivo del consumo energetico e quanto nell’emissione di gas a effetto serra? Concentrandosi sull’Ue, come abbiamo visto, i datacenter di maggiori dimensioni possono arrivare ad assorbire direttamente tra 7 e 12 MW ciascuno, con una media probabilmente intorno ai 10 MW. Guardando a questo in termini comparativi nell’arco di un anno con i trasporti aerei e i consumi interni delle principali economie Ue, è possibile valutare l’importanza relativa dei data center in qualità di principali produttori di gas a effetto serra. Dopo un anno, un data center di grosse dimensioni (10 MW) produce emissioni equivalenti a circa 2.600 case residenziali nelle maggiori economie Ue, o circa 18.000 voli intercontinentali di 3.470 miglia, Londra-New York, mentre un piccolo data center (2 MW) equivale a circa 520 abitazioni o circa 3.600 voli intercontinentali. Inoltre, ai ritmi attuali la domanda di spazi nei data center in ambito UE potrebbe registrare una crescita compresa tra il 25% e il 45% fino al 2010.”

Eppure le prestazioni dei server sono aumentate notevolmente negli ultimi anni, dal 1998 al 2007 del 75%, che corrisponde ad un raddoppio di potenza per Watt ogni anno. Maggiori dettagli tecnici in questo articolo di un tecnico Hewlett Packard. La questione è sempre la stessa: i miglioramenti delle prestazioni (in questo caso energetiche) ottenute con l’innovazione tecnologica sono sistematicamente superati dai consumi assoluti, che aumentano perchè aumenta la potenza disponibile. Nel caso dei data center questo è dovuto alla crescita della rete, allo scambio di contenuti multimediali, alla crescita di siti e blog, ecc. E’ il famoso effetto rebounding, e ci dice, ancora una volta, che l’innovazione tecnologica, da sola, non ci risolverà i problemi. Viviamo in un mondo finito, in cui la crescita continua è un’illusione. Dovremo decidere cosa continuare a fare e cosa no. Io personalmente preferisco che si possa continuare a viaggiare tra i continenti (con una certa misura) e a utilizzare la rete, due dei settori a maggiore crescita di consumi ed emissioni. Per far questo dovremmo “rinunciare” a case che sprecano energia, ad auto a tutti i costi per fare code chilometriche, a sistemi alimentari sregolati e devastanti per l’ambiente, tanto per fare qualche esempio.


  1. 1 Parliamo di abbassare i consumi nei datacenter : BLOG.officialSM

    [...] dei datacenter sarà probabilmente uno dei punti cardine della gestione delle infrastrutture IT. Si stima che i dataccenter nel mondo consumino quasi il 5% dell’energia prodotta a livello globale. [...]




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