Toyota ha annunciato che lo scorso Giugno le sue vendite di auto ibride hanno superato il milione di unità (oltre la metà vendute negli USA). Se consideriamo che attualmente nel mondo circolano 800 milioni di veicoli, il dato non sembra significativo. Ma la questione va vista da un’altro punto di vista, e cioè la velocità con cui ci si è arrivati: nel 2007 la casa giapponese venderà, solamente nel mercato USA, 250.000 nuovi veicoli, cioè un quarto delle ventite cumulate in dieci anni, concentrato in un solo anno e su un solo mercato, anche se il principale.
Si tratta di tassi di crescita esponenziali, e certamente l’auto ibrida è una delle tecnologie a maggior velocità di sviluppo nel panorama delle clean technology. Le vendite dall’inizio dell’anno sono cresciute del 75% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, e in Maggio hanno fatto un balzo in avanti del 121% rispetto al 2006. Oggi chi vuole acquistare una Prius in Europa deve prenotarla con qualche mese di attesa, perchè la capacità produttiva della casa giapponese è sfruttata al massimo.
Da quest’anno inoltre i clienti americani hanno la possibilità di acquistare la versione ibrida di un’altro modello, la Toyota Camry. Ed entro il 2010 dovrebbe essere possibile avere l’opzione Hybrid per ogni singolo modello Toyota. Che intanto sta già lavorando per offrire anche modelli plug-in, cioè con la possibilità di ricaricare le batterie anche con la presa domestica, oltre che con il motore endotermico tradizionale. Insomma, un ulteriore passo verso l’auto elettrica.


26, Luglio, 2007 at 8:07 pm
Questa riflessione inizia da…un vasetto di miele: un vasetto di miele proveniente dal Chiapas regalatoci da un’amica e acquistato in un negozio del commercio equo-solidale, il vasetto in questione si è incrociato con alcune e-mail di partecipanti alla Mailing-list di Decrescita , in queste mail uno degli argomenti comuni era la distruzione ambientale, la conseguente, irreversibile diminuzione delle risorse del pianeta e quindi la giustamente crescente“ preoccupazione per i nostri figli”, per le generazioni che verranno; non bastasse l’incrocio improbabile vi si è aggiunta pure la notizia dell’aumento di circa il 30% del prezzo del grano sul mercato mondiale provocato dall’uso del cereale per … produrre biocarburante, collegata al dato impressionante della sottoproduzione di cereali necessaria a sfamare la popolazione globale. Poi ci ho messo pure la lettura di una etichetta di “pesce surgelato” per i famosi Quattro Salti.. e tanto per concluderla mi chiedevo se dalla rivolta campana contro discariche e inceneritori si potesse ricavare un dato di diminuzione dei rifiuti.
Provo adesso a descrivere le impressioni che si sono susseguite:
Il vasetto di miele prodotto e commercializzato per un fine etico e condivisibile per arrivare sul nostro tavolo ha percorso dall’apicultore a noi svariate migliaia di km.: cammion, nave ecc. Al mercato settimanale, a quello mensile bio a circa 25 km. da casa vari piccoli apicoltori propongono il loro ottimo miele.
Mentre monta la sacrosanta preoccupazione per il destino ( per quello che lasceremo ) dei figli, milioni di figli, madri, padri…vengono letteralmente brasati quotidianamente per permettere al preoccupato mondo occidentale di mantenere il suo stile di vita e di consumo nell’indifferenza più totale. Continuando: ci vuole poco ad immaginare le monoculture cerealicole, magari con sementi OGM espandersi, così che le varie Toyota, Ford, Fiat ecc. possano produrre ottimi veicoli ibridi e noi continuere a costruire autostrade magari eco-compatibili.
Viviamo in un mondo che corre: cibo surgelato e via…per produrre i gamberetti… decine di migliaia di piccoli coltivatori dopo aver abbandonato le pratiche agricole millenarie per darsi alla pescicoltura, ridotti alla fame per le variabili del mercato, dopo aver inquinato centinaia di km. di coste ora premono ai confini delle megalopoli indiane.
Grandi rivolte contro le discariche ma rivolte contro la produzione di merci inutili, contro la produzione di rifiuti se ne ricordano …nessuna.
La massa critica dei comportamenti individuali e collettivi , indotti o meno, ha generato questo presente .. ”feroce come una pestilenza e sanguinario come un esercito “ e per quanto uno cerchi di sottrarsi a questo DOMINIO DELLE MERCI ogni giorno si rende conto che ogni gesto per quanto innocente e necessario provoca, da qualche parte del pianeta, un disastro. Se si impara a leggere la “storia” di ogni oggetto che si usa, che ci appartiene, che ci serve … ci si rende conto che persino la zappa, la piccola falce, il tubo di gomma per innaffiare…viene da un mondo lontano ed è stato prodotto… commercializzato … a costi umani e non umani indicibili. Persino i libri o questa tastiera, le canzoni che ascolto scrivendo … non esiste anfratto in cui nascondersi, tirarsi fuori… il nostro battito d’ali di farfalla scatena uragani. Verrebbe da pensare di rimanere immobili e silenziosi, per non fare danno come le farfalle che stanno leggere e imparano dai fiori.
Forse è tempo di scelte individuali, di diserzioni dal presente, radicali e magari solitarie e improponibili, di dirsi:
…Andai per i boschi, perché desideravo vivere con saggezza, per affrontare solo i fatti essenziali della vita, e per vedere se fossi capace di imparare quanto essa aveva da insegnarmi, e per non scoprire, in punto di morte, che non ero vissuto. Non volevo vivere quella che non era una vita
A meno che, non fosse strettamente necessario.…
HENRY DAVID THOREAU
Saludos Renato