Un tempo i canarini erano utilizzati nei lavori di miniera perchè particolarmente sensibili a gas tossici (ci rimettevano letteralmente le penne), e dunque costituivano la prima spia d’allarme. Metaforicamente le compagnie aeree assolvono oggi la stessa funzione in relazione alla questione del picco del petrolio e dell’aumento dei costi energetici. Sappiamo tutti di cosa stiamo parlando, ora che il barile è sopra i 130 dollari, ma gli impatti reali non sono ancora sopraggiunti, poichè sono ancora in essere contratti di acquisto di materie prime e petrolio stipulati con prezzi più bassi, e grazie alla copertura offerta dall’euro sul mercato dei cambi. Ma le cose sono destinate a cambiare molto rapidamente, a partire dai prossimi mesi, come già detto in questo blog in passato.
Ma il settore aereo sta già risentendo pesantemente del caro greggio, che incide soprattutto sul costo del kerosene. E all’interno dell’industria, sono certamente gli Stati Uniti il mercato maggiormente sotto pressione, visto il forte ricorso al trasporto aereo per merci e soprattutto persone. I prezzi dei biglietti stanno salendo rapidamente. Capita così che il New York Times stia dedicando un giorno sì e uno no articoli alla questione, da quali scopriamo che le principali compagnie di navigazione stanno pianificando e mettendo in atto forti tagli alle flotte aeree, specialmente per quanto riguarda i mezzi più obsoleti, e di conseguenza al personale. Minore offerta di voli significa biglietti più cari, specie se ad essere lasciati a terra sono velivoli ampiamente ammortizzati negli anni, anche se meno efficienti dal punto di vista dei consumi.
Altre misure messe in campo riguardano una maggiore manutenzione e pulizia dei mezzi, una riduzione dei pesi trasportati, un rinnovamento dei velivoli, tutte operazioni volte a contenere i consumi. Tutte queste iniziative sono interessanti e vanno nella giusta direzione, ma resta il grande dubbio se tutto questo basterà ad affrontare la scarsità crescente di greggio. Io credo che nei prossimi 10 anni torneremo ad avere un settore aereo come era qualche decennio fa, costoso e riservato a pochi. Oltre i 10 anni, difficile fare previsioni.


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