
Su Il Sole 24 Ore di oggi un articolo molto interessante sul futuro di Milano.
«Milano sarà l’antitesi di Dubai. Ha presente cosa si è praticato fino a oggi negli Emirati Arabi? Architettura decontestualizzata, committenti scellerati che ti affidano un’area e ti chiedono di realizzare palazzi senza nessun rapporto con persone e territori, poco rispetto per la cultura dei luoghi. Ecco, Milano sarà l’opposto». Andrea Boschetti, quarantenne co-fondatore insieme ad Alberto Francini di Metrogramma, lo studio milanese scelto per disegnare il piano di governo del territorio (Pgt) lombardo, non ha dubbi: Milano sarà la città pubblica per eccellenza. Intervenuto alla prima giornata dell’Uia, il congresso mondiale che porta a Torino fino al 3 luglio il gotha dell’architettura mondiale, gli chiediamo di raccontarci la Milano che verrà. Che sarà «una città aperta, in costante ascolto con tutte le sue realtà».
Il piano di governo del territorio, il nuovo strumento urbanistico introdotto con legge regionale nel 2005, va a sostituire il piano regolatore generale della città che risale agli anni Cinquanta. In questo momento di ripensamento totale del territorio lombardo, un evento come l’Expo 2015 mette il piede sull’acceleratore: gli obiettivi del piano vanno realizzati entro sette anni. Boschetti spiega che se il capoluogo lombardo si è sempre sviluppato in maniera radiale – con un centro e una periferia estesa e anonima – è ora di invertire rotta: «Da città pensata e costruita sul rapporto centro-periferia, Milano deve diventare una città policentrica», dice.
«Quello che è fondamentale è costruire un patto sociale – spiega – I cittadini devono ricominciare a vivere la città, la gente deve tornare in strada». E continua : «A me piace ragionare per assurdo, indagando e sfatando i pregiudizi delle persone, i luoghi comuni. Qual è lo stereotipo classico di Milano? Che è una città grigia, anonima, senza un sapore. Deve diventare il suo opposto».
«Mi piace pensare – continua – che il verde non debba più chiudersi nei parchi ma che siano finalmente i parchi ad aprirsi alla città». Una grande attenzione sarà, infatti, rivolta alla riqualifica del Parco Sud che, spiega Boschetti, «deve diventare un polmone cittadino». Milano potrebbe essere una delle città più verdi d’Europa ma «adesso è impossibile anche solo parlare di piste ciclabili perché a pochi metri ci sono le tangenziali. Questo deve cambiare, la città sarà ripensata in base alla possibilità di girarla in bicicletta».
Boschetti non vuole parlare di politica: «Le istituzioni – racconta – fin dall’inizio si sono mostrate disponibili, sanno bene che l’Expo è un’occasione da non perdere. L’importante è che si crei un buon rapporto tra committenza pubblica e privata». E individua in una cattiva comunicazione il vero ostacolo: «I media sono interessati solo al conflitto e alle polemiche, non ai progetti reali, a pensare sulla città, devono aiutare gli architetti a comunicare il cambiamento». Metrogramma ha già avviato un percorso di ricerca nei vari quartieri cittadini, cercando di ridefinire i servizi e le regole sulle singole esigenze di quartiere e in armonia con le altre realtà in costruzione. L’attenzione è tutta sulle infrastrutture: «Una struttura reticolare si basa sulle infrastrutture che non definite prima del progetto ma vanno di pari passo con i vari step. Se pensiamo alla città come a un luogo policentrico è chiaro che bisogna analizzare le diversità dei luoghi e su quelle ripensare la città»
di Serena Danna



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