Taglio di 77 milioni di euro per il potenziamento del trasporto via mare, 15 milioni per il trasporto ferroviario delle merci, 113 milioni per il trasporto pubblico locale, 30 milioni per l’ammodernamento della rete idrica nazionale, 162 milioni (in tre anni) per la ferrovia Roma - Pescara, 36 milioni per il trasporto urbano, 50 milioni per la diffusione della banda larga, 150 milioni per la riforestazione, 45 milioni per la demolizione degli ecomostri, 20 milioni (in tre anni) per le isole minori, 10 milioni per il recupero dei centri storici, 4 milioni per l’istituzione di aree marine protette, 12 milioni per il monitoraggio del rischio sismico, 3,5 milioni per interventi di difesa del suolo nei piccoli Comuni.

Questo è la conseguenza del taglio dell’ICI sulla prima casa. Le tasse, fino ad un livello ragionevole di prelievo e di inefficienza negli impieghi, sono un strumento indispensabile per le democrazie, perchè servono a finanziare servizi e beni pubblici che il mercato non produrrebbe. Quando un Paese dimentica ciò è sulla via del declino. E intanto il Governo si dimentica di inserire un qualsiasi provvedimento per rispettare il protocollo di Kyoto, che potrebbe costarci la bellezza di 2,5 miliardi di euro.


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